Comunicare e apprendere nei mondi immersivi

Comunicare e apprendere nei mondi immersivi

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credits immagine: Darkmoon_Art from Pixabay

Quando parliamo di mondi immersivi ci riferiamo a quei mondi artificiali creati con le applicazioni di realtà estesa (in inglese XR – Extended Reality): in particolare, la realtà aumentata e la realtà virtuale.

A volte il mondo immersivo è così dettagliato da poterci insegnare qualcosa del nostro, quello reale. Prendete Assassin’s Creed Origins, ambientato durante i regni di Tolomeo XIII e Cleopatra, intorno al 49 a.C.: i dettagli dell’antico Egitto sono sbalorditivi.

Proprio con il contenuto aggiuntivo di Assassin’s Creed Origins, disponibile dal febbraio del 2018, la casa produttrice Ubisoft ha introdotto la modalità “discovery tour” che permette al giocatore di girovagare nel mondo in cui è immerso, senza dover prendere parte alle missioni di gioco, e imparare la storia dell’antico Egitto attraverso visite guidate; stessa cosa vale per l’edizione ambientata nella Grecia antica.

La realtà virtuale (VR – Virtual Reality) ha dimostrato di essere un potente strumento di immersive learning, in contesti anche molto diversi fra loro. Il VR training permette di imparare azioni in un mondo immersivo che nella realtà potrebbe comportare dei rischi mortali, come nelle attività lavorative in zone pericolose, in presenza di sostanze nocive o ad altezze elevate.

Gli utenti imparano dagli errori commessi nel mondo virtuale evitando poi di ripeterli nel mondo reale dove potrebbe costare la vita, a se stessi o agli altri. 

Il VR training può rivelarsi anche un ottimo strumento per espandere le possibilità della content strategy nella comunicazione aziendale. Immaginate di poter trasformare i contenuti dei social aziendali – un Reel, una Storia, un’animazione per Instagram, un video di Facebook o un carosello di LinkedIn – in luoghi da visitare, persone da incontrare, dimostrazioni a cui assistere. Quanto potrebbe aumentare l’engagement del vostro pubblico di riferimento, con una comunicazione così immersiva?

Con la realtà aumentata (AR), è possibile sovrapporre al mondo reale animazioni, immagini bidimensionali e tridimensionali e una serie di dati contestualizzati all’ambiente che si sta visualizzando. Attraverso l’obiettivo della fotocamera che abbiamo nel nostro smartphone o tablet, possiamo quindi ottenere una versione “aumentata” della realtà. 

L’AR può rendere tridimensionale ciò che si sta studiando, inquadrare un testo ed “esploderlo” in illustrazioni, diagrammi, animazioni per aiutare a comprendere meglio i concetti più complessi.

La realtà aumentata è una delle tecnologie immersive più aperte a innumerevoli campi di applicazione, anche nella comunicazione.

Sicuramente fareste colpo presentandovi con un biglietto da visita smart che, se inquadrato con un tablet o un telefonino, mostra contenuti interattivi, come un piccolo portfolio tascabile o una video-presentazione. Allo stesso modo, la brochure cartacea di un prodotto potrebbe trasformarsi nella mappa di una caccia al tesoro da intraprendere nel proprio ufficio o nel salotto di casa. 

Nel gioco, nella scuola o in azienda, i mondi immersivi come VR e AR rappresentano un terreno fertile per sperimentare modi nuovi di formare e comunicare catturando la curiosità emotiva del pubblico. 

di
Maurizio Landini
Content writer e narrative designer

Se scrivo è colpa della musica. Mi è capitato un bel po’ di anni fa, ascoltando una cassetta nuova di zecca di Jean Michel Jarre, Rendez-vous, per essere precisi. Volevo in qualche modo metterla su carta e sono nate le prime poesie. Poi è successo che entrambe, la musica e la scrittura, non mi lasciassero più. Due sogni? Lavorare scrivendo e avere molti synth. Il primo si è avverato; al secondo ci sto lavorando.