Siamo umani(sti) - Pensiero visibile

Siamo umani(sti).

Siamo nove donne e otto uomini.
Una è boliviana, uno è scozzese.
Qualcuno si fa un’ora di viaggio ogni mattina e un’altra la sera, tanto è bello lavorare qui.
Ci sono quattro mamme e un papà.
Ci sono diversi cultori di Star Wars, tante camicie a quadri e alcuni musicisti.
In frigo non mancano mai i Cornetti e ogni settimana arriva un libro nuovo per la nostra Kallax.
Facciamo un lavoro creativo, ma ci piace il silenzio.
Una di noi tiene una capra in giardino e uno ha un’oca che si crede un gatto.
Un’altra ha così tante piante in casa che potrebbe fare la botanica.
C’è chi scrive poesie, chi fa surf, chi sa contare a mente le lettere all’interno di una frase e chi colleziona t-shirt pop (la più bella è quella con la scritta Bazinga!)
E poi c’è uno che dice di essere stato un campione di pallacanestro, ma nessuno l’ha mai visto giocare.
Abbiamo una playlist diversa per ogni momento della giornata.
Tra mare e montagna, rispondiamo montagna.

Alessandro Scardino
Founder, human relations

Gaia Passamonti
Founder, storytelling specialist

Mariela De Marchi Moyano
Project manager

Valentina Maurizi
Project manager

Michele Martinelli
Copywriter, content strategist

Stefano Peruzzo
Digital strategist

Chiara Vallicelli
Art director

Paul Houston
Web developer

Emanuele “Meme” Fiorio
Social media manager, videomaker

Matteo Messina
Web designer

Edward Maleffo
Graphic designer

Alessandro Tarocco
Graphic designer, photographer

Camilla Del Zotto
Social media specialist

Sara Leano
Content editor

Giada Giacomin
Content editor

Pensiero visibile.

È servita una notte insonne, ma alla fine “Pensiero visibile” è apparso come una rivelazione. È un’espressione di Magritte per descrivere la pittura come tramite per mostrare l’intangibile, le cose oltre l’apparenza della realtà.

 

Per il logo ci siamo rivolti a Nicholas Bertini perché ne volevamo uno disegnato a mano. In un periodo in cui andavano di moda i loghi digitali, magari con gli angoli tondi e l’ombreggiatura 3D, questo voleva essere il nostro primo gesto distintivo. Tra le prime proposte c’era questo ombrello – oggetto magrittiano protagonista dell’opera “Le vacanze di Hegel” del 1958 – che Nicholas aveva capovolto, circondandolo di pulviscolo (gocce o idee?). Non c’è stato bisogno di dire altro.

 

Questo logo racconta la nostra storia e alle persone ispira anche altro. Nel tempo, tanti ci hanno visto un rovesciamento non solo estetico, ma anche di senso: un oggetto che siamo abituati ad usare per respingere diventa un oggetto che raccoglie. Il bello è che questa interpretazione ci è pure piaciuta.