Siamo umani(sti).

Siamo nove donne e dieci uomini.
Ci sono due mamme e un papà.
Ci sono diversi cultori di Star Wars, tante camicie a quadri e alcuni musicisti.
In frigo non mancano mai Cornetti, zuppe pronte e birra, e ogni settimana arrivano libri nuovi per la nostra Kallax.
Facciamo un lavoro creativo, ma ci piace il silenzio.
Qualcuno si fa un’ora di viaggio la mattina e un’altra la sera, qualcun altro abita a pochi chilometri dall’ufficio.
Uno di noi ha un’oca che si crede un gatto. Un’altra ha così tante piante in casa che potrebbe fare la botanica.
C’è chi in pochi secondi conta a mente le lettere all’interno di una frase e chi colleziona t-shirt pop (la più bella è quella con la scritta Bazinga!).
Uno di noi colleziona New Balance, un altro è falegname/sub/dronista. E poi c’è uno che dice di essere stato un campione di pallacanestro, ma nessuno l’ha mai visto giocare.

Alessandro Scardino
Founder, human relations

Gaia Passamonti
Founder, storytelling specialist

Pensiero visibile_Fabio Salvo

Fabio Salvo
Project manager

Valentina Maurizi
Project manager

Michele Martinelli
Copywriter, content strategist

Stefano Peruzzo
Adv specialist

Chiara Vallicelli
Art director

Pensiero visibile - Alberto Frecina

Alberto Frecina
Web developer

Matteo Messina
Web designer

Edward Maleffo
Graphic designer

Alessandro Tarocco
Graphic designer, photo&video

Camilla Del Zotto
Content editor e netnographer

Sara Leano
Content editor

Pensiero visibile - Maddalena Oldrizzi

Maddalena Oldrizzi
Content editor junior

Pensiero visibile_Noemi De Togni

Noemi De Togni
Social media manager

Pensiero visibile_Vittoria De Battisti

Vittoria De Battisti
UX designer

Pensiero visibile_Sergio Poliedri

Sergio Poledri
Web designer, UX developer

Federico Zarantonello
SEO, Analyst, Adv

Pensiero visibile.

È servita una notte insonne, ma alla fine “Pensiero visibile” è apparso come una rivelazione. È un’espressione di Magritte per descrivere la pittura come tramite per mostrare l’intangibile, le cose oltre l’apparenza della realtà.
Per il logo ci siamo rivolti a Nicholas Bertini perché ne volevamo uno disegnato a mano. In un periodo in cui andavano di moda i loghi digitali, magari con gli angoli tondi e l’ombreggiatura 3D, questo voleva essere il nostro primo gesto distintivo. Tra le prime proposte c’era questo ombrello – oggetto magrittiano protagonista dell’opera “Le vacanze di Hegel” del 1958 – che Nicholas aveva capovolto, circondandolo di pulviscolo (gocce o idee?). Non c’è stato bisogno di dire altro.
Questo logo racconta la nostra storia e alle persone ispira anche altro. Nel tempo, tanti ci hanno visto un rovesciamento non solo estetico, ma anche di senso: un oggetto che siamo abituati ad usare per respingere diventa un oggetto che raccoglie. Il bello è che questa interpretazione ci è pure piaciuta.

Un posto per gli amici di Pensiero visibile.

Ci siamo ispirati al concetto dello Stammtisch, che letteralmente significa “tavolo fisso”. È un’antica tradizione tedesca, nata molto prima di Facebook, in uso nei locali per favorire la socializzazione: uno spazio di ritrovo sempre a disposizione per persone con un interesse in comune.
Se te lo stai chiedendo, il coworking non c’entra. Riserviamo una scrivania e una connessione ai professionisti della comunicazione che condividono la nostra visione e hanno un punto di vista diverso da condividere. Parola d’ordine: contaminazione.
Per proporti e sederti a quel tavolo scrivi a info@pensierovisibile.it