3 modi per rendere i tuoi contenuti veramente accessibili

3 modi per rendere i tuoi contenuti veramente accessibili

Vi è mai capitato di dover scrivere un copy per un post che parlava di disabilità? A me sì, e anche di recente. Immediatamente, mi sono tornati alla mente alcuni accorgimenti che ho imparato durante un laboratorio sull’inclusività della lingua (inglese) frequentato qualche anno fa. Primo fra tutti, l’accortezza di utilizzare una forma linguistica che nell’ordine indichi prima la persona e poi la sua diagnosi: il cosiddetto people-first language.

Dopo aver aggiustato il testo di conseguenza, mi sono chiesta: oltre a una lingua più inclusiva, cosa possiamo fare noi creatori di contenuti per rendere un video, un’immagine o un testo veramente accessibile a tutti? Raccolgo qui gli spunti che ritengo più utili, qualunque sia il vostro ruolo con i contenuti. 

 

Dai una struttura e una gerarchia chiare 

Almeno una volta nella vita, ogni copy ha sentito il bisogno di darsi al flusso di coscienza stile Virginia Woolf. Ciò che piace a un copy però, non è necessariamente quello che funziona meglio per il lettore.

Soprattutto nel caso dei contenuti web, una struttura ben definita fa miracoli: trattiene più a lungo il visitatore e facilita la lettura da parte degli screen reader, i software per gli utenti ciechi o ipovedenti.  

A fare la differenza sono i titoli (H2, H3 e H4) che aiutano a trovare più rapidamente un’informazione, a contestualizzare dove ci troviamo, a rendere più snella la permanenza sulla pagina. E poi, assistono gli screen reader nel capire che tipo di contenuto si trovano davanti. I titoli, infatti, sono i primi elementi che vengono annunciati da questo tipo di supporti.

 

Crea dei testi alternativi (alt-text) per le tue immagini

Uno dei modi più semplici per soddisfare le necessità di accessibilità di molti è l’uso degli alt-text, i testi sintetici che descrivono un’immagine

Torniamo al discorso degli screen reader: a questi strumenti, un’immagine senza testo alternativo risulterà muta. Passandoci sopra, uno screen reader non vedrà e, di conseguenza, non dirà niente, impoverendo l’esperienza di lettura di chi ne sta usufruendo.

Facebook, Instagram e Twitter offrono già l’opportunità di creare automaticamente questo tipo di testi con l’intelligenza artificiale.

Inserire testi alternativi non ha senso solo per le persone con disabilità, migliora la SEO di una pagina web e viene incontro a chiunque nel caso di problemi al caricamento della pagina. Quante volte ci è capitato di non visualizzare completamente un’immagine? L’alt-text dà la possibilità al browser di non fare figuracce e farci capire comunque cosa si nasconde sotto quel quadrato bianco. 

 

Controlla il contrasto colori 

Un testo che non è sufficientemente in contrasto con lo sfondo sul quale si trova può essere un vero e proprio incubo da leggere. E non solo per le persone con disabilità.

Il contrasto di una tinta, o come questa si comporta in relazione alle altre, è un aspetto fondamentale del visual design. Oltre ai requisiti estetici da rispettare, quando progettiamo un sito o una grafica dovremmo sempre prestare attenzione al rapporto tra le diverse colorazioni

Le persone con problemi alla vista sono più comuni di quanto pensiamo, per questo dobbiamo assicurarci che anche loro siano in grado di usufruire dei nostri contenuti. 

Le accortezze da seguire in questo caso sono principalmente due: non usare il colore come unica modalità per raffigurare informazioni e rappresentare testi e immagini contenenti testi con un rapporto di contrasto di almeno 4.5:1

 

Accessibilità dei contenuti: conviene a tutti

Vediamola così: più persone possono usufruire dei nostri contenuti, più il nostro lavoro acquista senso. I punti che abbiamo visto insieme in questo articolo poi richiedono davvero poco per essere messi in pratica, li stai già applicando o ne usi altri?

di
Ornella Begalli
Social media manager

Mezza messicana, mezza italiana, mi sento a casa quando parlo inglese. Mi vesto tutti i giorni di nero ma trovo sempre una scusa per riempirmi la faccia di brillantini. Carlo Emilio Gadda è il mio arci-nemico, sono più una tipa alla Ginzburg.