Pensiero visibile- Visibilia_Luca Rosati

Luca Rosati – Architettura dell’informazione, una spinta ad organizzare il mondo.

Luca Rosati – Architettura dell’informazione, una spinta ad organizzare il mondo.

Pensiero visibile- Visibilia_Luca Rosati

Da bambino adorava disporre sistematicamente gli oggetti. Amava i luoghi perfettamente organizzati, come librerie e biblioteche, perché li vedeva come dei piccoli mondi in cui tutto funzionava bene.

Luca Rosati è stato l’ospite della seconda serata di VISIBILIA, format di incontri ideato da Pensiero visibile per riflettere sui temi aperti della comunicazione assieme a chi ha saputo rovesciare l’ombrello. Luca è architetto dell’informazione e user experience designer, oltre ad essere tra i fondatori di Architecta – Associazione Italiana degli Architetti dell’Informazione, e del Master IULM in architettura dell’informazione e user experience design.

Quando lo si ascolta si percepisce immediatamente come abbia un modo tutto suo di intendere questo lavoro: lui va oltre la semplice applicazione di tecniche di progettazione, perché a stargli a cuore è la creazione di senso attraverso l’architettura dell’informazione. Luca trasmette l’estrema cura che ha nel mettere in relazione elementi, a prescindere dal fatto che siano parole all’interno di un discorso oppure sezioni all’interno di un sito. Come racconta lui, l’architettura dell’informazione infatti è, appunto, creazione di significato attraverso il modo in cui si mettono in relazione oggetti, fisici e digitali.

L’esperienza quotidiana delle persone sta diventando sempre più omnicanale: scopriamo ogni giorno prodotti o servizi, per esempio, in un negozio fisico; poi proseguiamo il nostro viaggio cercando la pagina Facebook; magari scarichiamo l’app, se c’è, e visitiamo anche il sito. E tutto ciò lo facciamo contemporaneamente, o a distanza di pochissimo tempo. 

Ma di contro tutta questa frammentazione dell’informazione spesso porta chi si occupa di progettazione a pensare per singolo ambiente (il sito, una pagina social, la vetrina di un negozio), mettendo in secondo piano il bisogno al quale deve rispondere l’insieme dei canali. Questo fa sì che un passaggio dopo l’altro il senso si possa perdere, diluire in questo mare di input, come nel gioco del telefono senza fili, in cui ad ogni passaggio le persone ricevono informazioni sempre più distorte e sconnesse. Ma proprio a questo bisogno di senso deve cercare di rispondere l’architetto dell’informazione, ricercando il filo conduttore e lavorando alla creazione di relazioni tra infiniti elementi.

Se la semplicità è un valore che vi appartiene oppure se l’architettura dell’informazione vi incuriosisce come disciplina, vi invitiamo a guardare l’intervista che Luca Rosati ci ha rilasciato prima dell’inizio della serata. Vi aspettano un sacco di aneddoti curiosi che ci ha raccontato, compreso uno sul nostro nuovo sito. 

Buona visione!

Pensiero visibile- Vittoria De Battisti

di
Vittoria De Battisti
UX designer

Io sono Vittoria e credo ci sia sempre un modo per rendere le cose più semplici, autentiche e comprensibili. E io lo cerco, lo ricerco, forse non sempre lo trovo.
Mi piace leggere biografie, adoro le vellutate, i miei nonni e i miei gattini. Quando sono sovrappensiero (spesso) conto a mente le lettere all’interno delle parole, ma non chiedetemi come riesca a farlo. Ho un debole per Lady Mary Crawley e un talento nel non conoscere film che chiunque potrebbe aver visto. Forse nel frattempo stavo pensando a Downton Abbey? Chissà.